La morte è un passaggio, è il momento in cui ci troviamo al cospetto della nostra Sorgente da cui tutti noi proveniamo. Se non è il nostro momento non possiamo passare. Il fatto di toglierci la vita non è un affidarsi alla sorgente Dio Padre, ma nel credere che il male è più forte del bene.
Noi tutti dovremmo affidarci al bene, alla sorgente Dio padre, veramente e con tutto il cuore.
Almeno mentalmente fare questo, perché comunque volenti o nolenti a Lui dobbiamo tornare. Generati non creati della stessa sostanza del Padre. Ciò che invece è creato deve solo tornare alla materia e basta senza nessun giudizio.
Quindi nessun problema, farci aiutare dall’Energia Padre nel non soffrire durante il passaggio, sempre che sia il nostro momento, ed in nessun caso durante la nostra esistenza soffrire. Semmai ci sia sofferenza che questa ci aiuti per comprendere e capire dove abbiamo sbagliato e dove stiamo sbagliando.
Coloro che vogliono il nostro male, avranno in cambio il male loro, in modo identico e uguale. La loro lezione è quella e perdurerà finché non capiranno che il voler il male dell’altro o comportarsi da causare il male procura lezioni di correzione.
Quindi tutti noi siamo avvisati!
La morte mi coglierà solo nel mio momento, mai prima! forse dopo. E mai con dolore e sofferenza perché io non voglio questo né per me né per nessuno. Se nella libera scelta delle persone qualcuno vuole sofferenza, lo si lascia libero nel suo errore sperando per lui che possa cogliere in quella lezione un insegnamento utile per sé stesso e per chi verrà. La sofferenza non è una condizione indispensabile, anzi deve essere evitata, e semmai non si riuscisse in questo se ne faccia tesoro per comprendere come non cader più nello stesso errore del dover soffrire per poter imparare a non farlo.
Basta chieder prima in formula di preghiera, “io voglio imparare le lezioni della Terra senza dolore alcuno e senza sofferenza alcuna, così io desidero e così sarà!