Cosa c’è di più scorretto ed ignobile dell’approfittarsi dell’ingenuità delle persone? La risposta è semplice e scontata. Come comportarsi di fronte ad atteggiamenti del genere? Nella testa del bimbo a cui son state portate via con destrezza le caramelle c’è delusione mista a rabbia, ma non necessariamente voglia di vendicarsi. Questo soprattutto se c’è un Genitore attento che insegna al proprio figlio a non restituire lo stesso piatto a chi gliel’ha servito.
La prima azione dell’educatore è portar l’attenzione all’ingenuità nostra, non come qualità negativa, ma come lato del nostro rapportarsi con gli altri da correggere, esortandoci a far attenzione a chi vuol approfittarsi di noi. Non siamo sbagliati siamo solo distratti! Di questo sicuramente dobbiamo rimproveraci, senza ne e senza ma.
L’esser carogne di fronte a gesti approfittatori è facile, ma comunque non paga. Rischia solo di aumentare l’idea che il mondo è dei furbi e degli scorretti, perché per farla pagare, guarda caso, si usano le stesse modalità con cui si è ricevuto il gesto scorretto. Ma allora si parla esclusivamente di scorrettezza, che va ricambiata invece con la Correttezza, suo opposto naturale. In questo caso non uso questa parola solo legata al semplice comportamento, ma con un senso più generale di Corretta posizione di fronte ai noi stessi, ai nostri impulsi di vendetta, ed alla nostra emotività.
Quindi il risultato sarà necessariamente una nostra maggior accortezza nei confronti dei furbi, tutto qua, che si risolverà necessariamente in un allontanamento da questi.
In tutta questa dinamica risulta chiaro che un rapporto viene meno, c’è un reciproco allontanamento. Dovrebbe nascere, invece, la consapevolezza che non vince l’approfittarsi dell’altro ma il collaborare per il successo di entrambi. Ma questa purtroppo nel mondo d’oggi suona come un’utopia. Ma è una condizione così necessaria, cosi importante, che nel Cuore di ognuno di noi è ambita come l’acqua stessa per un assetato!! Quindi a mio avviso dietro un approfittatore si cela semplicemente un disperso, un fuori Legge inteso come un fuori direzione. Dandogli retta, o peso, rischiamo di andar fuori direzione anche noi.
Quindi nella distrazione non mettiamoci anche la non comprensione della giusta strada da percorrere, che è quella del perdonare. Un Perdono che non è fatto di buonismo, ma neanche di azioni punitive, ma di semplice buon Cuore nel riconoscere la miseria di chi ci fa tranelli o si approfitta nelle nostre ingenuità. Perdoniamo anche noi stessi quando giustamente non vogliamo che questa miseria esista tra noi e quindi pensiamo che possa esser sconfitta con azioni della stessa natura da cui sono generate, cioè la separazione dal Tutto. La nostra distrazione è generata proprio da questo, ed attira ciò che giustamente la mette in Luce. Quindi sarebbe auspicabile che queste dinamiche di comportamento facciano in modo che approfittatore ed approfittato si mettano in Luce e cambino atteggiamento. Che guardino entrambi nella giusta direzione, magari mano nella mano com’è giusto che facciano due Fratelli destinati ad incontrarsi, e non a scontrarsi.
Quindi potrei aggiungere, allora, scegliamoci i Maestri giusti e seguiamoli! in modo che la vita non sia la l’unica nostra maestra, implacabile e impietosa.